L’università è una macchina istituzionale, come tutte in Italia, soffocata dalla burocrazia. Peccato che qui serva soprattutto a far lavorare Tizio e Caio, anzichè per aumentare l’efficenza del mastodontico ambaradam. Da quando c’è quella tal ministra, quella che vale più l’immagine che la grammatica, ma si, dai che la conoscete… quella che per darsi un tono da ggiovane parla solo dal Tubo, anzichè usare i sistemi istituzionali, il sito del ministero della ex Pubblica Istruzione, è cambiato e si è votato alla promozione dei giovani in stile “Amici di Maria(stella)”. Quello che mi colpisce di più sono le immagini, specchio dell’ottimismo che contraddistingue le nostre nuovissime università, declassate a scuole. Ma si, mi consenta: ottimismo è la parola che ha contrassegnato i nostri ultimi anni. In Italia stiamo nel pantano, ma per merito dell’ottimismo siamo convinti che siano fanghi termali, quindi sorridiamo! Ebbene, oggi mi è caduto l’occhio su questa, in questo link, e ho pensato che se vedessi uno studente, in biblioteca, nella posa del giovane virgulto colto da una crisi di iperottimismo ritratto nell’immagine, forse avrei qualcosa da dire.
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25 settembre 2011 alle 14:24 |
Non è pazzesco che quella tizia non riesca a uscire dal tunnel della propria ignoranza, neanche a pagarla 45 milioni di euro? beh, a qualcosa serve: gli scienziati hanno recentemente scoperto che sono le idiozie che dice a fare scappare i neutrini più veloci della luce!